Nel corso dell'intervista, la Prof.ssa Cucchiara illustra il nuovo quadro normativo europeo, evidenziando come l'AI Act introduca una distinzione tra applicazioni consentite, sistemi soggetti a rigorosi requisiti e pratiche espressamente vietate. In particolare, la normativa proibisce le forme di sorveglianza biometrica di massa e limita l'utilizzo del riconoscimento facciale in tempo reale da parte delle forze dell'ordine a circostanze eccezionali, come minacce terroristiche imminenti o la ricerca di vittime di sequestro, sempre sotto controllo dell'autorità giudiziaria.
L'intervista approfondisce inoltre gli aspetti tecnologici del riconoscimento facciale basato sull'intelligenza artificiale, ripercorrendone l'evoluzione dagli studi pionieristici fino ai moderni sistemi di deep learning, oggi in grado di raggiungere livelli di accuratezza superiori a quelli umani in condizioni ottimali. La Rettrice evidenzia tuttavia come tali tecnologie possano ancora risentire di fattori ambientali e tecnici e richiama l'importanza dei progressi compiuti nella riduzione dei bias algoritmici attraverso dataset più ampi e bilanciati.
Particolare attenzione è dedicata anche alle implicazioni etiche e sociali di queste tecnologie. Secondo la Prof.ssa Cucchiara, il rischio principale è rappresentato dalla progressiva perdita dell'anonimato negli spazi pubblici e dal cosiddetto chilling effect, ossia la tendenza delle persone a modificare i propri comportamenti quando percepiscono di essere costantemente monitorate. Per questo motivo, il regolamento europeo prevede garanzie quali la supervisione umana (human-in-the-loop), la valutazione dell'impatto sui diritti fondamentali (FRIA), obblighi di trasparenza e rigorose misure di protezione dei dati.
In conclusione, la Prof.ssa Cucchiara sottolinea come l'Unione Europea rappresenti oggi il modello più avanzato di regolamentazione antropocentrica dell'intelligenza artificiale, capace di coniugare innovazione, sicurezza e tutela delle libertà fondamentali. Accanto alle restrizioni necessarie negli ambiti più sensibili, la visione artificiale continua infatti a offrire importanti prospettive applicative nella ricerca scientifica e nella medicina, confermando come la sfida del futuro sia governare queste tecnologie affinché rimangano al servizio della società e dei diritti delle persone.
L'intervista completa è disponibile sul sito della Gazzetta di Modena ed è consultabile al seguente link: https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2026/08/01/news/riconoscimento-facciale-con-l-ai-ecco-rischi-e-tutele-1.100901726